Il problema della plastica monouso

inquinamento plastica monouso

Dal 2021 la vendita di alcuni articoli di plastica monouso sarà vietata, la proposta è stata approvata dal Parlamento Europeo con lo sopo di diminuire l’inquinamento dei mari.

È guerra aperta alla plastica monouso, quella che secondo l’Unione Europea è la più nociva per l’ecosistema. Dal 2021 non saranno più venduti: piatti, posate, bastoncini per bevande, cannucce, bastoncini cotonati e altri oggetti ritenuti facilmente sostituibili.

Adesso spetta al “Consiglio” dare la risposta definitiva, che dovrà valutare sia i cambiamenti che questa decisione porterà nella vita degli utenti, ma anche gli effetti che graveranno in modo pesante sulle industrie che producono i suddetti oggetti.

Qualora i “Ministri degli Stati ” troveranno un accordo, potrà partire il negoziato per il testo definitivo.

Ridurre i rifiuti marini dovuti causati dalla plastica monouso

Gli ecologisti hanno espresso la loro preoccupazione che il Parlamento ha condiviso. Secondo loro, le nuove norme serviranno solo a delimitare il problema della plastica monouso nei mari, che al momento è il 71% del totale. Le abitudini sbagliate che si basano sullo spreco della plastica monouso, non sono evidenti solo nei mari, ma anche sulle spiagge.

Continuando di questo passo, si è stimato che nel 2050, ci sarà più plastica in mare che pesce.

La motivazione che ha fatto intraprendere questo radicale provvedimento non dipende esclusivamente dal caos e dallo sporco che si viene a creare. Il problema della plastica monouso è che danneggia gli animali marini, alcuni restano intrappolati, e altri scambiano i piccoli pezzetti di plastica per cibo.

Il fatto che i pesci ingeriscano questi pezzetti di plastica, può provocare la presenza di sostanze tossiche all’interno delle loro organismo. A nostra volta mangiando il pesce, ingeriamo la plastica che hanno mangiato loro; l’effetto che tutto questo può avere sulla salute degli uomini è ancora sconosciuto.

I rifiuti plastici arrecano una perdita finanziaria a tutti coloro che dipendono economicamente dalla pesca. Secondo una recente stima, negli oceani ci sono oltre 160 milioni di tonnellate di rifiuti plastici e ogni anno crescono da 5 a 13 milioni di tonnellate. Il valore di tutta questa plastica va da 260 a 700 milioni di euro, una cifra davvero imponente, e tutto ciò a svantaggio del settore turistico e della pesca.

Quali prodotti non si troveranno più

L’europa non è certo l’unica responsabile di tutto questo, ma si propone di cercare soluzioni che possano risolvere questo gravissimo problema.

Il Parlamento, con il suo consenso alla proposta, vuole evitare principalmente che la situazione peggiori, quindi evitare che altra plastica si aggiunga a quella già presente negli oceani. Se questa proposta verrà accettata, dal 2021 nell’UE non si potranno più usare alcuni oggetti in plastica monouso.

L’elenco di questi prodotti già decisamente consistente è stata incrementata dal Parlamento, quindi non sono solo cannucce, posate, bicchieri e piatti a essere entrati in questa lista, ma anche altri oggetti come palette per mescolare le bevande, bastoncini per orecchie e molto altro.

Inoltre la speranza sarebbe anche quella di dimezzare l’utilizzo di filtri per le sigarette che contengono plastica. I mozziconi di sigaretta inquinano già molto di loro, occorrono oltre dieci anni per disgregarsi.

Anche le attrezzature da pesca sono incluse in questa lista, dato che sono il 30% dei rifiuti trovati sulle spiagge dell’UE; andranno raccolte e riciclate entro il 2025.

Per altri oggetti che risulterebbero essere non facilmente sostituibili, la scadenza è quella del 2025, le scatole dei panini e vari tipi di contenitori per alimenti, entro quella data dovranno essere il 26% in meno. Altro discorso invece per le bottiglie di plastica dove si sta pensando alla raccolta separata che porterà un riciclo del 91% magari con il vuoto a rendere.

Gli “Stati membri” dovranno sviluppare dei sistemi che incoraggino a prediligere prodotti con più usi, e spronare a riutilizzare e riciclare i prodotti in plastica.

Gli esperti affermano che con l’entrata in vigore di queste nuove regole verrà eliminata il 50% della plastica presente negli oceani, evitando gravi danni all’ambiente stimati intorno ai 25 miliardi di euro, con un risparmio per gli utenti di 7 miliardi di euro contro una spesa di 2 miliardi e mezzo di euro.

L’apprezzamento degli ambientalisti

Gli ambientalisti sono tutti d’accordo nel dire che questo sia l’inizio di un’azione che presto porterà dei grossi vantaggi all’ambiente rendendo i mari e gli oceani più puliti per il bene di tutti. L’importante è cercare di introdurre delle giuste regole sull’utilizzo della plastica monouso in modo da eliminare l’inquinamento ambientale. Quello della plastica è un problema che dura ormai da diversi anni e va risolto al più presto nel bene di tutti, andando avanti così il rischio per tutti è veramente altissimo.